House of the Dragon 3: Guerra imminente, Condal svela dettagli e cast

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Le riprese della terza stagione di House of the Dragon sono ufficialmente iniziate nel Regno Unito, alimentando l’attesa febbrile dei fan per l’escalation del conflitto Targaryen. Lo showrunner Ryan Condal, consapevole dell’impazienza del pubblico desideroso di battaglie epiche e scontri tra draghi, ha giustificato la meticolosa preparazione delle stagioni precedenti citando la necessità di adattare fedelmente la complessa cronologia del libro Fire & Blood di George R.R. Martin e le inevitabili considerazioni di budget che accompagnano produzioni di tale portata. Condal ha ringraziato gli spettatori per la loro pazienza, promettendo che l’attesa sarà ripagata.

La stagione più grande e sanguinosa è alle porte.

Condal anticipa che la terza stagione, composta da otto episodi, sarà la più ambiziosa e imponente finora, sia per dimensioni produttive che per sviluppo narrativo. La storia, secondo lo showrunner, sta raggiungendo il suo apice per poi discendere verso le fasi cruciali, avvicinandosi alla conclusione del secondo atto e all’inizio del terzo. Chi ha letto il materiale originale sa che la Danza dei Draghi diventa progressivamente più cupa e vasta, e la serie intende rispecchiare questa grandezza. Condal assicura che la guerra divamperà rapidamente e con ferocia inaudita: “Chi attendeva spargimenti di sangue brutali e spietati ne avrà in abbondanza”.

Nonostante l’entusiasmo, persiste un’ombra legata a recenti tensioni con George R.R. Martin. Condal ha commentato per la prima volta il post (poi cancellato) in cui l’autore criticava alcune scelte adattative della serie, come l’omissione di personaggi. Pur definendo l’episodio “deludente” e ribadendo la sua profonda ammirazione per Martin e il suo sforzo di coinvolgerlo, Condal ha sottolineato le difficoltà pratiche intrinseche nell’adattare un’opera come Fire & Blood, definita una “storia incompleta”. Ha spiegato di dover bilanciare la fedeltà creativa con le esigenze produttive concrete, un aspetto che Martin, a suo dire, non è stato disposto a riconoscere ragionevolmente nelle fasi avanzate. Condal spera comunque in una futura riconciliazione.

Riguardo alle critiche specifiche, come l’assenza di Maelor Targaryen, Condal assicura che ogni decisione creativa è ponderata a lungo e mira a servire al meglio sia il libro che il vasto pubblico televisivo. Tra gli eventi più attesi della terza stagione, lo showrunner ha confermato la Battaglia del Gullet, uno scontro navale di proporzioni storiche anticipato nel finale della seconda stagione. Questa battaglia, che vedrà le forze della Triarchia (alleate con i Verdi) scontrarsi con la flotta Velaryon per rompere il blocco navale, promette di essere una delle sequenze più complesse mai realizzate per la televisione, combinando azione marittima, navi, draghi e strategie militari. Condal, che ha scritto l’episodio, ha menzionato che questo è solo uno dei “quattro eventi principali” del libro che verranno trattati nella stagione.

La terza stagione introdurrà anche volti nuovi e cruciali. È stata confermata la presenza di Tommy Flanagan (Sons of Anarchy) nel ruolo di Ser Roderick Dustin, detto Roddy the Ruin, capo della Casa Dustin. Si aggiunge Dan Fogler (Animali Fantastici) come Ser Torrhen Manderly, descritto come astuto e corpulento. Già annunciato James Norton (Piccole Donne) interpreterà Lord Ormund Hightower, nipote di Otto e cugino di Alicent, definito da Condal “il nuovo ruolo più importante dalla prima stagione”. Tra le fila degli Hightower ci sarà anche Daeron Targaryen, il figlio di Alicent finora solo menzionato; il casting non è stato svelato, ma Condal ha sottolineato che la sua assenza iniziale è funzionale alla sua storia. Confermato anche il ritorno di Re Aegon (Tom Glynn-Carney) come figura centrale, nonostante la sua “scomparsa” narrativa nel libro, un aspetto che gli sceneggiatori hanno esplorato nella seconda stagione.

La regia degli otto episodi sarà affidata a veterani come Clare Kilner, Andrij Parekh e Loni Peristere, affiancati da Nina Lopez-Corrado. Mentre la produzione entra nel vivo, Condal riflette anche sul quadro generale: sebbene non ci sia un annuncio ufficiale da HBO, la quarta stagione sembra destinata a essere l’ultima. Lo showrunner sta già considerando i legami tematici e narrativi che collegheranno la fine della Danza dei Draghi agli eventi della serie madre, Game of Thrones, sottolineando l’importanza di definire il “perché” si è scelto di raccontare questa specifica tragedia della casa Targaryen.

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