A 86 anni, Pupi Avati continua a essere una delle menti più prolifiche del cinema italiano. Con il suo nuovo film “L’orto americano”, che segna il quarantacinquesimo capitolo della sua carriera lunga sessant’anni, il regista dimostra di avere ancora tanto da dire. La pellicola sarà proiettata nelle sale a partire dal 6 marzo, ma dietro la gioia per il suo nuovo progetto c’è un’amara riflessione sullo stato attuale del cinema in Italia.
Pupi Avati oggi: «Sono povero, pago l’affitto. Se vendessi surgelati sarei milionario»
Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Avati non ha nascosto le sue preoccupazioni riguardo al futuro del cinema italiano. Il regista ha affermato senza mezzi termini: «Siamo davvero a un passo dal baratro, anzi ci siamo già dentro». Parole che riflettono un disagio profondo per il panorama attuale, segnato da una crisi economica che colpisce anche il settore cinematografico. Nonostante il suo successo e la sua lunga carriera, Avati vede oggi un’industria in difficoltà, con un futuro incerto.
Tra Successi e Difficoltà Economiche
Mentre il suo nome è legato a produzioni di grande valore e a film che hanno fatto la storia del cinema italiano, Avati ha voluto precisare che, nonostante la fama, la sua condizione economica non è quella che molti potrebbero immaginare. «Non sono ricco», ha dichiarato, aggiungendo che forse sarebbe stato più prospero se avesse continuato il suo precedente lavoro come rappresentante per la Findus, azienda di surgelati. Prima di diventare uno dei più noti registi italiani, infatti, Avati ha lavorato per quattro anni come rappresentante per il marchio, e oggi scherza sul fatto che, se fosse rimasto in quel settore, sarebbe stato milionario.
Avati ha anche parlato della sua vita privata, rivelando che, pur vivendo a Roma, a due passi da Piazza di Spagna, non è proprietario della casa in cui abita da 55 anni. «Non l’ho mai comprata perché non ho i soldi», ha ammesso, aggiungendo che paga regolarmente l’affitto. Un lato della sua vita che contrasta con l’immagine di successo che si potrebbe associare a una carriera così longeva.
Un Cinema che Cambia: La Finanza e il Credito
Avati ha parlato anche dei cambiamenti economici che ha vissuto nel corso della sua carriera. «Ci sono stati anni in cui ne ho avuti [soldi], periodi in cui le banche elargivano così tanto credito al cinema italiano che mio fratello Antonio girava con la carta di credito di titanio», ha raccontato. Un’epoca in cui il denaro nel settore cinematografico era abbondante, tanto che le opportunità sembravano illimitate. Oggi, invece, la situazione è ben diversa, e il regista sottolinea la difficoltà di ottenere credito per progetti cinematografici: «Ora a stento c’è il bancomat».
Un Lungo Percorso di Successi e Sfumature
Nonostante le difficoltà economiche e il contesto complesso in cui opera, Pupi Avati rimane uno dei grandi maestri del cinema italiano. Con il suo nuovo film “L’orto americano”, continua a portare avanti il suo sogno artistico, offrendo al pubblico una visione unica e affascinante della realtà. Nonostante l’amarezza per il presente, Avati rimane attivo e sempre pronto a innovare, mantenendo viva la sua passione per il cinema.
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